Non so come aprire questo argomento se non con un’immagine della nostra vetrina di San Valentino. Un tripudio di rosa, rosso, cuori, velluti e luccichìi, incentrata su una scatola che sembra suggerire di pescare un cioccolatino, ma in realtà offre anelli selezionati proprio per affinità con il periodo e l’atmosfera della festa di inizio Febbraio.
Non solo solitari (che noi proponiamo in una nostra versione sartoriale), ma anche una magica acquamarina ovale dall’eco retrò, la nostra “Americana” una fedina dall’estetica più meccanica con le pietre distanziate e poi orecchini, tanti, diversi, tutti speciali e tutti fatti a mano da noi; quindi perle e i cosidetti “Mignon”, piccoli ami che realizziamo in oro giallo per appendervi minuscoli pesci di pietra o sfavillanti citrini faccettati, e ancora bracciali di tutte le dimensioni e volumi, e piccoli ciondoli speciali (I Canetti, che abbiamo preparato proprio in questa settimana e tante altre idee già presentate in questi mesi invernali come i Ninnoli). Nel centro focale della composizione il nostro Uovo, ciondolo che riassume iol tema della nascita e della rinascita, e rievoca quindi nella forma sintetica il femminile e le sue età.
San Valentino però non è una vera e propria festa, è più un -ismo, effimero per definizione, non ha nulla a che vedere con le più solide e rassicuranti feste religiose, non gode della dignità di essere ricordato in rosso sul calendario, in fatto di “commerciabilità” poi, non compete minimamente con Halloween, eppure ha un suo fascino tutto timido e morbido, fanè, un pò sbiadito ma con una sua poesia antiquaria. Se volessimo riabilitarlo però basterebbe reinventarlo in chiave intimistica e cedere alla tentazione di regalarsi qualcosa di nuovo, un oggetto che si presti a celebrare l’inaugurale fine dell’inverno, un piccolo e prezioso memento di leggerezza, uno sfizio infantile e disinvolto come la retorica dolciastra di San Valentino. Se passate da Via San Donnino quindi suonate al 26 anche solo per entrare a dare uno sguardo veloce, noi siamo sempre all’opera ma ci distraiamo volentieri e quale migliore occasione per ricordarsi che San Valentino non lo festeggiamo, che è una festa stupida, ma che è anche una scusa come un’altra per farci un piccolo pensiero, e che in fondo un regalo piccolo o grande che sia ce lo meritiamo sempre.

