Come laboratorio orafo spesso lavoriamo partendo dalla richiesta di una cliente o di un cliente, richiesta che può presentarsi in forma molto vaga, partendo da un’idea fumosa ancora da definire o, come in questo caso piuttosto specifica e precisa.
Quando qualcuno suona al nostro campanello e chiede di montare un anello in particolare, che monti una pietra particolare, rivisitando un modello antico senza ottenere un risultato “vecchio e polveroso” affrontiamo la richiesta proprio come in una sartoria: misuriamo, pensiamo, proviamo e riproviamo e infine mettiamo in opera le diverse fasi costruttive.
Proprio questo anello è stato infatti il risultato di un lavoro stratificato, una costruzione in più passaggi e tempi, durante la quale ogni fase preparatoria teneva conto del risultato finale a cui tendevamo. Abbiamo infatti lavorato sulle parti distinte che compongono il corpo dell’anello prestanto particolare attenzione al rapporto che il cabochon centrale, una grande opale naturale proveniente dall’Etiopia, doveva mantenere nei confronti del contorno con diamanti, parte quest’ultima alla quale abbiamo riservato una leggera bombatura che seguisse le linee sinuose del protagonista senza gonfiare troppo i volumi e la scelta di un’incassatura che valorizzasse il senso vintage del progetto.
Il risultato è stato semplicemente strepitoso, sia per la scelta originale e particolarmente azzeccata dell’opale centrale da parte della cliente (va detto grazie anche ai nostri tagliatori di pietre per la selezione sempre superba del materiale) sia per la costruzione della struttura a due colori.
Il finale un anello classico, ma non obsoleto, bombato ma non volgare, un equilibrio elegante e nuovo. Uno dei pezzi di cui senza dubbio andiamo più fieri quest’anno.


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