Mai come quest’anno il periodo che anticipa il Natale sembra essersi volutamente contratto. Molti grandi marchi più o meno esplicitamente spingono sull’acceleratore per portarci dritti dritti al solito acquisto forsennato tipico del consumo cieco delle feste con grandi promesse di sconti e cambi merce dilatati fino alle soglie dell’anno nuovo. Da parte mia c’è invece la volontà o per lo meno il tentativo, quest’anno più che mai, di dirottare i miei consumi natalizi su una forma di acquisto più consapevole.
In questi anni pandemici ho smesso di acquistare dove sarebbe più comodo o più impersonale, per acquistare dove invece mi piace davvero acquistare: ho imparato a scegliere la merceria invece della catena di intimo, ad entrare nel negozio di articoli sportivi invece del grande magazzino dedicato allo sport, preferisco la profumeria storica al grande brand francese di cosmetica presente ormai nei piccoli come nei grandi centri. Ho imparato anche a non farmi abbindolare dalle promesse di continui saldi e sconti da parte delle grandi catene e a preferire anche nell’acquisto online le piccole realtà piuttosto che le sfavillanti interfacce dei colossi. Nello specifico non sono contraria di principio al commercio online, tutt’altro trovo infatti che per molti piccoli commercianti, produttori e artigiani si tratti di un’occasione utile a rivolgersi ad un pubblico più ampio e quindi un tentativo di sopravvivenza in un contesto di generale appiattimento seguito all’avvento “dell’Era delle grandi catene”.
Senza troppa retorica mi sento quindi di rendere noto un buon proposito che spero possa essere condiviso da molti che come me, si sentono rattristati dal dilagante fenomeno delle vetrine spente e dal declino del piccolo commercio. Se acquistare significa prima di ogni cosa scegliere, allora sceglierò di acquistare laddove la mia spesa si converta in un contributo al mantenimento di una piccola attività commerciale o artigianale.
Il tono non è quello della preghiera della sera e non vuole suscitare nessu tipo di compassione per la Partita Iva, ma credo che il futuro che ci aspetta sia lastricato di scelte individuali che possono potenzialmente fare la differenza. In attesa che il Natale ci travolga quindi, auguro a tutti di ricevere il regalo perfetto e di ritrovarsi a Gennaio con il solito paio di calze nuove, sì, ma acquistate nel negozietto giusto. Bonne chance!





















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